Un cittadino italiano residente in Portogallo può disporre con testamento dei suoi beni senza rispettare le norme italiane sulla quota di legittima (art. 536 del codice civile italiano), ma con alcune importanti considerazioni.
Dal 17 agosto 2015, con l’entrata in vigore del Regolamento UE N. 650/2012, per i cittadini europei residenti in un altro Paese UE si applica la legge successoria del Paese di residenza, non più quella del Paese di cittadinanza. Quindi, per un cittadino italiano residente in Portogallo, si applicherebbero di default le norme portoghesi, per tutti i suoi beni, ovunque si trovino.
Tuttavia, il Regolamento UE 650/2012 permette al testatore di scegliere esplicitamente nel testamento di applicare alla propria successione la legge dello Stato di cui ha la cittadinanza (in questo caso l’Italia) invece di quella del paese dell’ultima residenza abituale (Portogallo).
Se il cittadino italiano sceglie di applicare la legge portoghese:
Se il cittadino italiano sceglie di applicare la legge italiana:
In conclusione, il cittadino italiano residente in Portogallo non può completamente ignorare le norme sulla quota di legittima, sia che scelga di applicare la legge portoghese o quella italiana. Tuttavia, la scelta della legge applicabile può influenzare significativamente la distribuzione dell’eredità e i diritti dei legittimari.
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