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Giugno 2025

Newsletter sulla crisi di impresa

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In questo numero:

Novità giurisprudenziali in materia di cram down


Il Codice della crisi di impresa e dell'insolvenza (CCII) ha introdotto significative novità in materia di gestione delle crisi aziendali, tra cui il meccanismo del cram down. Questo strumento consente al tribunale di omologare un accordo di ristrutturazione dei debiti o un concordato preventivo anche in presenza di dissenso da parte dei creditori, purché il piano proposto risulti più conveniente rispetto all'alternativa liquidatoria. Di recente, la giurisprudenza ha chiarito alcuni aspetti cruciali del cram down, offrendo nuove prospettive per le imprese in difficoltà.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27782 del 28 ottobre 2024, ha segnato un punto di svolta nel diritto concorsuale italiano. La Suprema Corte ha stabilito che è possibile omologare un concordato preventivo anche in presenza di un voto contrario espresso dall'Amministrazione Finanziaria, a condizione che il piano garantisca ai creditori pubblici una soddisfazione economica superiore rispetto alla liquidazione fallimentare. Questo principio supera le limitazioni precedenti, che consentivano il cram down solo in caso di silenzio o mancata espressione di voto da parte dell'erario. Il Tribunale di Napoli, con la sentenza n. 126/24 del 14 novembre 2024, ha chiarito che il cram down fiscale può essere applicato anche ai concordati preventivi in continuità aziendale, anche se la proposta era anteriore all'entrata in vigore del terzo decreto correttivo del CCII (D.Lgs. n. 136/2024). Il giudice ha affermato che, nonostante il disposto dell'art. 88 del CCII, modificato dal terzo decreto correttivo, il cram down non era precluso dal comma 2-bis, applicabile alle proposte di transazione presentate sino alla data del 27 settembre 2024. Le recenti sentenze della Corte di Cassazione e del Tribunale di Napoli rappresentano un'importante evoluzione nella gestione delle crisi aziendali, offrendo alle imprese in difficoltà nuove opportunità di risanamento. Il cram down fiscale, ora applicabile anche in presenza di dissenso esplicito da parte dei creditori pubblici, consente una maggiore flessibilità e una migliore tutela della continuità aziendale, favorendo soluzioni orientate alla ripresa e alla sostenibilità.

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